
Gentile Maestro Principe,
ho letto con piacere la Sua recensione al bel libro di Carlo Bellora su Filippo Manfredi: ne condivido parola per parola il giudizio favorevole. Sono però rimasto colpito da una Sua affermazione circa il compagno di viaggio di Manfredi, il di lui più celebre Luigi Boccherini: nel Suo articolo si legge infatti che "a parte il nome assai noto, forse è debole anche fra gli specialisti e gli amatori l'autentica conoscenza della sua musica". Anche a me era capitato alcuni anni fa di osservare che se "quello di Boccherini è un nome noto a tutti gli appassionati di musica... ciò non fa però di Boccherini un musicista conosciuto". Nel frattempo tuttavia sono successe molte cose, e tra esse il libro del 2005 da cui traggo questa citazione non è certo la più importante, anche se si tratta di un lavoro che ha ricevuto ottime recensioni e la presentazione di uno studioso boccheriniano del calibro di Yves Gérard: è un libro nel quale Lei può non essersi imbattuto o che Lei, pur essendovisi imbattuto, può non aver trovato di Suo gradimento, e non intendo certo recriminare su ciò. Ma c'è tutto il resto. Nel 2005 è nato a Lucca un Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario boccheriniano, che ha dato vita a un Centro Studi permanente (www.luigiboccherini.it) del quale fanno parte alcuni dei nomi più illustri della musicologia italiana: il Centro pubblica anche una rivista online (www.boccherinionline.it). Inoltre, un altro centro di studi, che opera in Italia ma fa capo al musicologo tedesco Christian Speck, ha dato il via all'edizione critica degli Opera Omnia di Boccherini e alla rivista "Boccherini Studies". In questi anni si sono quindi registrati progressi notevoli nel campo degli studi boccheriniani. Cito alla rinfusa. Gabriella Biagi Ravenni, dell'Università di Pisa, ha ritrovato l'originale di un controverso documento fino ad oggi ritenuto disperso, la cosiddetta 'lettera di Breslau'. Si sono tenuti convegni internazionali a Cremona e a Madrid: di quest'ultimo, che ha visto la partecipazione di non pochi studiosi italiani, sono usciti gli atti, che godono di diffusione mondiale. Sono usciti i libri di Remigio Coli e di Elisabeth Le Guin; quest'ultima, docente presso l'Università di Los Angeles, è stata anche ospite della Facoltà nella quale lavoro. E' stato avviato il progetto "Gérard 2" per il rifacimento del catalogo delle opere del compositore lucchese. La musicologia spagnola ha letteralmente rivoluzionato la biografia di Boccherini, ampliandone e precisandone il contesto grazie a una messe di nuovi documenti. Diversi lavori, tra i quali alcuni modesti contributi di chi scrive, hanno affrontato lo stile di Boccherini nei suoi aspetti più originali, come l'inedito uso delle forme cicliche o il rapporto con il cosiddetto 'teatro breve' di Ramón de la Cruz. A Cremona, un giovane studioso sta lavorando a una dissertazione dottorale sullo stile dei quintetti a due violoncelli di Boccherini, di cui saranno esposti gli esiti fin qui raggiunti nell'imminente incontro annuale dei Dottorati di Ricerca organizzato dal "Saggiatore Musicale". Mi fermo qui: per non tediarLa, e per non far torto, più di quanto non abbia già fatto, ai tanti altri studiosi che meriterebbero una citazione.
Tutto ciò per Sua informazione, e al di fuori da ogni intenzione polemica.
Nel ringraziarLa per quanto fa in favore della disgraziata cultura musicale di questo paese, Le porgo distinti saluti.
Marco Mangani
Università di Pavia - Facoltà di Musicologia di Cremona.